Racconto di viaggio: La grande traversata dall'Adrar al Tagant di Olivier
Da Chinguetti al Tagant, una traversata del deserto in carovana tra dune, dipinti rupestri, gueltas segrete e incontri nomadi al ritmo del Sahara.
Traversata Adrar - Tagant (1° - 23 dicembre 2002)
Salam AleïkoumAleïkoum Salam ! Tutto è iniziato a Chinguetti, villaggio dell'Adrar mauritano, alle porte del deserto. Ben presto immersione totale nelle sabbie dell'erg Ouarane.. Ci sparpagliiamo per avere il piacere di tracciare il nostro proprio percorso sulle dune ; salite e discese si susseguono nel corso dei giorni. Ci divertiamo a riconoscere le tracce dei vari abitanti del deserto : scarafaggi, lucertole, corvi, volpi, fennec e una sola volta le piccole palline di sabbia della signora bianca (ragno). Tra ogni cordone di dune ci accorgiamo che l'acqua e l'uomo erano presenti alcuni migliaia di anni fa : punte di freccia, mortai, frammenti di terracotta, e persino coproliti di coccodrilli. Sotto i ripidi rilievi di arenaria, Pascal ci mostra bellissimi dipinti rupestri e in particolare una bellissima pecora. Gli antichi letti di laghi e paludi affiorano un po' dappertutto. Ognuno fruga qua e là. A volte un fennec sbuca davanti a noi, vediamo addirittura una gazzella, i cammellieri faticano a crederci ma…


Mohammed Salem si ingegna a trovarci magnifici bivacchi e non è sempre facile per i cammelli. Poco alla volta la vita si organizza al ritmo tranquillo del deserto. Nessuno rifiuta il pisolino ma ognuno partecipa ai piccoli lavori quotidiani. Monique e Christophe si cimentano persino nella preparazione della focaccia cotta nella sabbia calda (la "rhubza"). I pozzi sono sempre un momento di grande gioia. Da cordoni di dune color salmone a cordoni di dune di un bianco perfetto ci avviciniamo alla depressione di El Khât e presto affrontiamo i grandi reg austeri del Tagant. Incontriamo talvolta nomadi e ne approfittiamo per sperimentare le nostre frasi di saluti in hassanya che avevamo imparato grazie al cartello di Pascal ben visibile in cucina. Ci permettevano di sostituire i soliti "come stai?, hai dormito bene?" scambiati al mattino con i nostri cammellieri. Sembra che facessimo un certo effetto.

Ben presto abbiamo la sorpresa di arrivare a un bellissimo pozzo preceduto da una sorta di piccolo prato molto verde. Questo verde nel mezzo di questo deserto di pietre è stupefacente. Dei roditori caracollano tra le rocce dei paraggi, un gregge di asini ci sorvegliano più in alto, i cammelli vengono a bere… Riprendiamo il nostro cammino nei reg, interrotti di tanto in tanto da belle dune. C'è un po' più di vegetazione, le gange ci sorvolano, possiamo ammirare bellissime cistanche ben aperte e di un giallo meraviglioso. E poi all'improvviso, senza che nulla possa farlo presagire, il deserto ci offre uno spettacolo indimenticabile : una magnifica guelta, tutta cangiante per i diversi riflessi delle rocce circostanti. Il giorno dopo di nuovo una grande guelta ! Un'aquila volteggia, i piccoli uccelli cinguettano, ci sono impronte ovunque, la vita esplode e dono ultimo : una piccola cascata (sì, sì) scorre in una vasca e indovinate un po'? un grosso pesce si distende sul fondo, un Clarias angularis ci dirà Pascal. Finalmente lasciamo questo luogo magico, e per la nostra ultima mattina il deserto ci offre uno spettacolo conclusivo : i dischi perfetti del sole e della luna uno di fronte all'altro. Och tari ? Matarichi.
Domande frequenti
Come nel racconto di Olivier che ha realizzato questa traversata dal 1° al 23 dicembre 2002, il periodo da novembre a febbraio è generalmente il più favorevole per viaggiare nel deserto mauritano, con temperature diurne sopportabili e notti fresche.
La traversata realizzata da Olivier è durata circa 23 giorni (dal 1° al 23 dicembre). La durata può variare a seconda dell'itinerario scelto, del ritmo del gruppo e delle condizioni meteorologiche.
Questo trek offre un'incredibile diversità di paesaggi e scoperte: le dune dell'erg Ouarane, dipinti rupestri sotto ripidi rilievi di arenaria, siti archeologici (punte di freccia, terracotte), fauna selvatica (fennec, gazzelle, uccelli), magnifiche gueltas e persino una piccola cascata con pesci (Clarias angularis).
Sì, una guida cammelliere esperta è indispensabile per questa traversata. Nel racconto di Olivier, è Mohammed Salem che assicura la condotta dei cammelli e la scelta dei bivacchi. La sua conoscenza del terreno è preziosa per individuare i pozzi e navigare nei reg e nelle dune.
La fauna del deserto mauritano è sorprendente: scarafaggi, lucertole, corvi, volpi, fennec, ragni (la signora bianca), gazzelle, goundis (piccoli roditori), asini selvatici, gange (uccelli), aquile e persino un pesce (Clarias angularis) nelle gueltas.


